Il Mercosur è un blocco economico sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia che mira a favorire l’integrazione regionale attraverso la graduale rimozione di barriere commerciali e doganali.

Per le PMI italiane l’accordo con l’UE rappresenta una potenziale svolta: l’intesa prevede che entro dieci anni sia liberalizzato fino al 90% delle importazioni di beni industriali e il 93% dei prodotti agricoli, offrendo nuovi mercati e opportunità di esportazione. Inoltre, sarà strategico per assicurare un accesso più stabile e diversificato a materie prime critiche che molti Paesi europei faticano a reperire internamente.

Tuttavia, l’intesa sta incontrando forti opposizioni, soprattutto da parte della Francia che teme che l’ingresso massiccio di prodotti agroalimentari sudamericani, spesso con costi inferiori oppure meno vincolati da regolamentazioni ambientali, possa danneggiare i propri agricoltori. Per mitigare i timori, la Commissione ha deciso di dividere l’accordo in due parti: l’Interim Trade Agreement (ITA) che riguarda le componenti commerciali di competenza esclusiva europea, e l’EU-Mercosur Partnership Agreement (EMPA) che include gli aspetti politici, cooperativi e le competenze condivise.

Attualmente la Commissione ha approvato la proposta complessiva, pur con riserva, nonostante le perplessità parigine. Il passo successivo sarà la presentazione dei testi ITA ed EMPA al Consiglio e al Parlamento europeo, con procedure distinte: l’ITA potrà essere approvato a maggioranza qualificata, mentre l’EMPA richiederà l’accordo unanime degli Stati membri.

Per le PMI italiane è dunque il momento di seguire da vicino l’evoluzione, far sentire le proprie opinioni e prepararsi a cogliere le opportunità che questo mercato ampliato potrà offrire, pur nell’ambito delle garanzie richieste per tutelare la produzione europea.