Dopo la presentazione della proposta della Commissione europea nel luglio 2025, il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (Multiannual Financial Framework – MFF) 2028-2034 è entrato negli ultimi mesi in una fase più politica. Tra febbraio e marzo 2026 sono infatti emersi i primi sviluppi nel confronto tra Parlamento europeo, Stati membri e altre istituzioni.

Nel febbraio 2026 il Parlamento europeo ha avviato i lavori per definire la propria posizione negoziale sul bilancio pluriennale. L’istituzione prevede di adottare un rapporto intermedio entro la primavera 2026, che fungerà da base per il negoziato con il Consiglio. Nel dibattito parlamentare stanno emergendo richieste di maggiori risorse per ricerca, innovazione, competitività industriale ed energia, insieme alla necessità di mantenere un adeguato sostegno alle politiche tradizionali dell’Unione, come politica di coesione e politica agricola comune.

Parallelamente, tra gennaio e febbraio 2026 la Corte dei conti europea ha pubblicato diversi pareri sulle proposte della Commissione relative al nuovo MFF, evidenziando alcune criticità legate in particolare alla struttura del bilancio. I revisori hanno segnalato possibili rischi per la gestione finanziaria e il controllo delle risorse, in particolare in relazione all’ipotesi di accorpare diversi programmi di spesa in strumenti più ampi e flessibili.

Nel Consiglio dell’UE, nel frattempo, sono iniziati i primi confronti tra gli Stati membri sulle priorità di spesa e sull’entità complessiva del bilancio. Il negoziato sul MFF è tradizionalmente uno dei processi più complessi a livello europeo, poiché richiede l’unanimità degli Stati membri e il consenso del Parlamento europeo. L’obiettivo politico indicato dalle istituzioni europee è raggiungere un accordo entro la fine del 2026, in modo da consentire l’avvio dei nuovi programmi di finanziamento all’inizio del 2028.