Joe Kent si è dimesso il 17 marzo 2026 dal ruolo di Direttore del National Counterterrorism Center americano, l’agenzia che coordina la prevenzione contro eventuali attentati al suolo americano. In tempi normali, l’uscita di questo ex fedelissimo di Donald Trump, repubblicano ultra-conservatore e esponente classico del movimento populista Make America Great Again (Maga) più vicino all’inquilino della Casa Bianca, non avrebbe fatto rumore: Kent, ex ufficiale di Cia e US Army, è stato nominato come fedelissimo sostenitore politico e in passato ha dato adito di sostenere cospirazioni, complotti e teorie controverse di varia natura, dal Covid-19 alla presunta influenza del woke sulla società Usa. Ma sono i dettagli in cui maturano le sue dimissioni a fare la differenza. Kent si è dimesso perché in opposizione alla guerra all’Iran decisa il 28 febbraio scorso e, soprattutto, perché denuncia il presunto ruolo di Israele nel condizionare l’agenda di Washington.

Uno strappo clamoroso che è il più forte di quelli consumati tra Trump e la sua base, che lo ha votato sulla base della promessa della fine dell’era delle guerre infinite, dell’America gendarme del mondo, dei miliardi spesi all’estero e sottratti alla prosperità Usa. Una visione semplice, che Trump ha però incentivato cavalcando anche altri temi (tra cui i famigerati Epstein Files) per presentarsi come alternativa a un establishment ritenuto corrotto. Il rapporto tra Trump e i MAGA appare oggi compromesso a pochi mesi dalle decisive elezioni di metà mandato. Molte figure hanno infatti abbandonato il presidente: il deputato del Kentucky Thomas Massie vota coi Democratici su Epstein e i poteri di guerra alla Casa Bianca, il giornalista Tucker Carlson e il podcaster Joe Rogan, due volti noti della comunicazione pro-Trump, hanno rotto col presidente, l’attivista di destra Candance Owens paventa l’idea che a settembre Charlie Kirk possa essere stato assassinato per le sue critiche a Israele, il suo collega, ancora più estremista, Nick Fuentes (che in passato è arrivato a esaltare Adolf Hitler) ha annunciato che voterà contro i repubblicani a novembre. Dall’inizio della guerra, non a caso, è quasi scomparso J.D. Vance, vicepresidente che del MAGA era il campione indiscusso e che nel Trump 2.0 appare oggi una figura marginale, mentre si rompe il patto tra The Donald e il suo popolo.