Il Vietnam prevedeva una crescita economica del 10% in questo 2026 prima che la Terza guerra del Golfo intervenisse ad aumentare i costi energetici e le prospettive d’incertezza per una delle economie più dinamiche del pianeta. La fase di attuale contingenza ha sottolineato l’importanza di Hanoi per l’ordine economico internazionale: il Vietnam è una nuova “fabbrica del mondo”, un Paese che nel mercato mondiale cerca un attento bilanciamento tra Usa e Cina e si muove nel contesto della nuova Guerra Fredda come pontiere. E, anzi, potrebbe fornire una sponda per l’uscita dalla Cina di merci inseguite dalle tariffe statunitensi.

«I dati ufficiali mostrano che il surplus è cresciuto di quasi il 30% su base annua -, così come l’export a 43 miliardi di dollari -, nonostante le importazioni dalla Cina abbiano raggiunto un nuovo record mensile, evidenziando come il boom delle esportazioni vietnamite verso gli Stati Uniti rimanga profondamente intrecciato con il settore manifatturiero cinese», nota Modern Diplomacy, aggiungendo che il Vietnam, che ha ricevuto da Washington dazi al 20%, «è diventato uno dei maggiori beneficiari della diversificazione delle catene di approvvigionamento globali». Dalla telefonia ai chip, dalla componentistica al tessile, passando per prodotti alimentari legati a materie prime come il caffé, il Vietnam si sta industriando per essere un’importante piattaforma produttiva di rango globale. I risultati stanno dandogli ragione, anche se marginare sull’incertezza e fare “arbitraggio” sulle rivalità geopolitiche può portare ad essere amici di tutti e di nessuno al contempo. Per questo il Vietnam appare come un attore chiave per i Paesi occidentali che cercano nuove zone d’influenza all’ombra di questa rivalità. La sfida, per altri partner come l’Unione Europea, il Giappone e la Corea del Sud, sarà quella di valorizzare il potenziale industriale di un attore in crescita inserendolo assieme alle sue capacità in accordi di filiera e libero scambio in grado di rompere le contingenze della Nuova Guerra Fredda e creare vie condivise allo sviluppo.