Il CBAM è lo strumento con cui l’Unione europea applica un costo del carbonio su alcune importazioni ad alta intensità energetica, entrato nella fase operativa il 1° gennaio 2026.
Il 7 aprile 2026 la Commissione europea ha pubblicato il primo prezzo ufficiale dei certificati CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), relativo al primo trimestre dell’anno. Dopo una fase iniziale basata solo su obblighi di reporting, il sistema inizia ora a definire il proprio impatto economico, anche se l’acquisto effettivo dei certificati scatterà dal 2027.
Per il 2026 i prezzi saranno fissati su base trimestrale e calcolati sulla media del mercato ETS europeo. La scelta di pubblicarli già da quest’anno punta a fornire alle imprese un riferimento ufficiale, riducendo l’incertezza e permettendo di iniziare a stimare i possibili costi legati alle importazioni.
La pubblicazione del primo prezzo rappresenta quindi il chiaro segno che il CBAM non è più solo un adempimento formale, ma inizia a diventare un elemento concreto di pianificazione economica. Nei prossimi mesi, sempre più imprese dovranno tenere conto del costo del carbonio nelle proprie decisioni, sia quando importano direttamente beni soggetti al CBAM, sia attraverso l’aumento dei prezzi dei fornitori lungo la filiera.
L’Europa in poche parole – Come si forma il prezzo dei certificati CBAM
Il prezzo dei certificati CBAM non è deciso “a tavolino”, ma deriva direttamente dal mercato europeo della CO₂ (ETS). In pratica, l’Unione europea utilizza il prezzo già esistente per le emissioni interne e lo applica anche alle importazioni.
Nel sistema ETS (Emission Trading System), le imprese europee pagano per le proprie emissioni acquistando quote di CO₂ sul mercato. Il prezzo di queste quote varia nel tempo, in base alla domanda e offerta. Il CBAM nasce appunto per allineare le importazioni a questo stesso costo, evitando che prodotti extra-UE siano avvantaggiati.
Come viene quindi calcolato il prezzo CBAM: il prezzo dei certificati CBAM viene fissato su base trimestrale ed è calcolato come media dei prezzi delle quote ETS europee nello stesso periodo. Questo significa che il valore pubblicato, pari a 75,36 €/tCO₂ nel primo trimestre 2026, non è stato deciso dalla Commissione, ma deriva direttamente dall’andamento del mercato ETS. Se il prezzo della CO₂ aumenta in Europa, aumenterà anche il costo dei certificati CBAM; se diminuisce, il costo si riduce. Non esiste quindi un prezzo fisso: è un valore dinamico, strettamente legato al mercato.
Anche se l’acquisto dei certificati partirà dal 2027, la Commissione ha iniziato a pubblicare i prezzi già nel 2026 per dare alle imprese un riferimento concreto, con l’obiettivo di permettere alle aziende di stimare i futuri costi di importazione, adeguare i contratti con fornitori extra-UE e integrare il costo del carbonio nella pianificazione.