Una bomba sui mercati energetici globali. Dal 1° maggio gli Emirati Arabi Uniti non fanno più parte dell’Opec, il cartello globale dei produttori di petrolio capeggiato dall’Arabia Saudita e di cui fanno parte anche nazioni come Iran, Iraq, Kuwait e Venezuela. Abu Dhabi ha addotto ragioni di sicurezza energetica nazionale per annunciare, nella giornata del 28 aprile, l’uscita a sorpresa dall’organizzazione con sede a Vienna che, in coordinamento con altri Paesi come la Russia nel formato Opec+, contribuisce a plasmare le dinamiche di prezzo e costo del greggio e a stabilizzare l’offerta internazionale di oro nero.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno compiuto questa mossa dopo anni di tensioni con i sauditi sul fronte delle strette quote che l’Opec chiede di mantenere ai suoi membri e del contingentamento dell’offerta che spesso ciò impone. Il Paese esporta il 60% dei 4 milioni di barili estratti ogni giorno, ma ritiene di poter alzare del 25% circa il suo output. Inoltre, Abu Dhabi negli ultimi mesi era ai ferri corti con Riad, con la quale ha incrociato indirettamente le spade in Yemen a dicembre 2025 e gennaio 2026, quando i separatisti del Sud del Paese arabico sostenuti dagli Emirati sono stati colpiti duramente dal governo internazionalmente riconosciuto filo-saudita.
Poi, il Paese che si affaccia sul Golfo ha subito duri danni dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, dato che come primo alleato regionale di Tel Aviv è stato attaccato da Teheran. Abu Dhabi sceglie Usa e Israele, sceglie inoltre di cercare un’alternativa all’asse con i sauditi e alla permanenza nell’Opec e prova a ricondizionare i mercati globali spostando il focus del 4% dell’offerta mondiale per poter produrre di più e alle proprie condizioni. Ma ad oggi larga parte dell’export emiratino dipende da Hormuz, che resta bloccata, e un sollievo di breve periodo per un aumento dell’esportazione potrebbe in qualsiasi momento post-bellico essere compensata da una difficoltà crescente a giocare un ruolo nella ridefinizione degli equilibri energetici globali. Se sarà mossa strategica o azzardo si vedrà. Gli Emirati, però, hanno deciso che un’era che esisteva dalla loro entrata nell’Opec nel 1967 è finita per sempre. E sarà difficile non segnare un prima e un dopo per un cartello ormai consolidato.