Quasi la metà delle PMI europee, il 46% secondo un nuovo sondaggio Eurobarometro, ha difficoltà a trovare lavoratori con le competenze giuste. Eppure il ricorso all’assunzione di personale extra-UE resta limitato: solo una PMI su sette ci ha provato negli ultimi due anni.

Tra quelle che hanno tentato, più della metà ha trovato il processo difficile. L’ostacolo principale non è trovare i candidati, ma la macchina burocratica: le procedure amministrative e di immigrazione sono citate come barriera principale dal 31% delle imprese, seguite dalla difficoltà di individuare profili adatti (25%) e dalle barriere linguistiche (24%).

Un dato che colpisce riguarda la gestione del processo: tra l’85% e il 90% delle PMI gestisce direttamente il reclutamento internazionale, senza appoggiarsi a strutture di supporto pubblico. La consapevolezza degli strumenti pubblici disponibili è bassa, mentre il ricorso ad agenzie private è significativamente più alto per le assunzioni internazionali rispetto a quelle domestiche.

Le imprese intervistate indicano cosa servirebbe per rendere il processo più accessibile: supporto finanziario (31%), informazioni e orientamento (25%), aiuto nel trovare candidati (23%), supporto all’integrazione in azienda (20%) e assistenza su immigrazione e trasferimento (18%).

La risposta della Commissione europea passa dall’EU Talent Pool, la prima piattaforma europea per il reclutamento internazionale, che metterà in contatto le offerte di lavoro in settori con carenza di manodopera con candidati provenienti da Paesi terzi.