L’Albania è scossa da alcune settimane da una serie di moti di protesta contro il primo ministro, il socialista Edi Rama, accusato di aver favorito sul piano legislativo gli interessi finanziari di Jared Kushner, Ceo di Affinity Partners e soprattutto genero del presidente Usa Donald Trump (ne ha sposato la figlia Ivanka), per un progetto di sviluppo immobiliare di un resort di lusso da 1,4 miliardi di dollari nell’Isola di Saseno, nel Nord del Paese.
Nella terra delle aquile l’hanno chiamata la “Rivoluzione dei Fenicotteri”: gli iconici volatili rosa vivono, infatti, in questa piccola isola pensata dallo storico leader Enver Hoxha per essere una fortezza piena di bunker e tunnel a prova di guerra mondiale e, dopo la fine del regime comunista, abbandonata tanto da diventare una riserva di biodiversità protetta ove prosperano animali di ogni tipo.
La loro tutela è diventata la battaglia-simbolo di quella parte di popolazione albanese che contesta l’affare con Kushner in nome della tutela delle leggi ambientali e della denuncia di presunte operazioni corruttive nel sistema di potere di Tirana. Rama si è difeso seccamente contro queste accuse. Parimenti, per molti osservatori la questione Saseno si inserisce in una partita geopolitica più ampia. In cui, probabilmente, l’Albania è inserita solo come sfondo. E la grande strategia che si muove alle spalle è più ampia
Il think tank italiano MasiraX legge la sfida su Saseno partendo da lontano e parlando dei legami tra Kushner e Israele, Stato a cui il finanziere è legato dai tempi della prima Amministrazione di Trump, e ponendo in essere diverse riflessioni: secondo MasiraX, il deal su Saseno non sarebbe solo un’operazione di sviluppo immobiliare paragonabile a quelle proposte in altri scenari dai finanzieri Usa (si pensi alla Gaza Riviera) ma aprirebbe a lavori di sviluppo a uso duale di un’isola già nota per le operazioni coperte nell’era della Guerra Fredda. Si potrebbe, a Saseno, riportare in auge le attività di Signal Intelligence (Sigint) che il campo comunista faceva durante la Guerra Fredda? Per MasiraX si, e potrebbero essere sfruttate proprio da Tel Aviv nel quadro di un confronto serrato nel Mediterraneo. Il primo “bersaglio” sarebbe la Turchia, che sfrutta una vicina base navale come scalo logistico. La chiave di lettura, in questo caso, pone al centro la nascente rivalità turco-israeliana: Tirana ha ottimi rapporti con entrambi i Paesi rivali, e la partita a scacchi tra le due potenze mediorientali potrebbe espandersi fino al Mar Adriatico. Parliamo di una zona dove un aumento delle tensioni geopolitiche toccherebbe da vicino l’Italia, cui farebbe gioco sapere se, come sostiene il governo albanese, l’operazione Saseno sia unicamente di investimento o se la grande politica possa in qualche misura rientrare nello schema. Con figure come Kushner, spesso chiamato come inviato personale del potente suocero a negoziare coi potenti della Terra, questo è quantomeno un ragionamento legittimo da porre. Resta in mezzo, un’Albania crocevia di interessi e giochi di finanza, spionaggio e influenze politiche in un contesto in cui la battaglia politica interna non aiuta a leggere il grande disegno di cui Tirana, probabilmente, è solo oggetto.