Quella in Iran? «Non è una guerra giusta». La proposta di remigrazione e cacciata degli stranieri irregolari? «Non è cristiano». L’IA? «Urge regolamentarla e governarla». E Dio «respinge le preghiere di chi invoca la guerra», perché «anche di un solo morto, il responsabile dovrà rispondere».
La parola d’ordine? Disarmare il linguaggio, la politica, la tecnologia, le relazioni internazionali. Papa Leone XIV è in campo e la sua agenda sociale, politica e teologica, a oltre un anno dalla sua ascesa al soglio pontificio, è chiara e parla in particolar modo al Paese di nascita del Santo Padre, gli Stati Uniti. Paese di nascita e non unico Paese del suo cuore, dato che Leone XIV prima ancora che il primo Papa statunitense della storia è il secondo Papa delle Americhe dopo Francesco e il primo Papa panamericano, possedendo la cittadinanza peruviana e avendo servito a lungo come missionario e vescovo nella nazione andina.
Questo, unitamente alla visione agostiniana del mondo che invita alla concreta riflessione su come l’ordine della “Città di Dio” possa nascere sulla Terra, ha posto Leone XIV in rotta di collisione con l’eccezionalismo americano perorato dall’amministrazione statunitense di Donald Trump e con le sue scelte strategiche. Non si rendeva conto, forse, il governo Usa che quando Leone XIV faceva appelli per la pace in Ucraina o Palestina, deplorando la violenza contro i civili, implicava che avrebbe fatto lo stesso anche per venezuelani, iraniani e altre cittadinanze colpite dai raid degli Usa. E che non ci sarebbero stati sconti. In tal senso, è come se Leone XIV incarnasse un’altra America, in direzione ostinata e contraria rispetto alla retorica trionfale della superpotenza e al suo unilateralismo. L’enciclica Magnifica Humanitas, uno schiaffo ai tecno-oligarchi e ai poteri che sdoganano per gli apparati americani, lo conferma.
E la scelta di essere a Lampedusa il 4 luglio, 250esimo anniversario della fondazione degli Usa, guardando a una frontiera di speranza mentre, sempre più, quella Americana diventa di separazione è un gesto non solo retorico che racconta dello iato tra la Chiesa di Leone e il solipsismo americano.