Gli Stati Uniti hanno rafforzato le sanzioni contro la Corte Penale Internazionale (Cpi), tribunale istituito ai sensi dello Statuto di Roma del 2002 e a cui Washington non aderisce, così come non vi aderiscono Russia, Cina, India, Pakistan, Arabia Saudita, Turchia, Israele e molti altri attori impegnati in cruciali scenari geopolitici e strategici.
Il Dipartimento di Stato ha implementato nuove sanzioni il 9 ottobre scorso, giorno in cui all’ex giudice della CPI Navi Pillay, sudafricana veterana delle lotte anti-Apartheid, è stato assegnato il Nobel per la Pace. Come riporta la CBS, secondo le nuove normative «i beni della Corte soggetti alla giurisdizione statunitense sono bloccati e, in generale, alle aziende e ai privati statunitensi è vietato intrattenere rapporti commerciali con la Corte». Le sanzioni entreranno in vigore tra sei mesi a pieno regime, e si inseriscono in una campagna che, a partire dall’emanazione di un Ordine Esecutivo da parte del presidente Donald Trump, ha visto dieci iniziative prendere piede per mano di Foggy Bottom puntando direttamente al percepito cuore del problema: la presunta ostilità della Cpi contro gli Usa e Israele.
Le sanzioni sono tra le più draconiane a disposizione dell’arsenale di “geodiritto” della superpotenza: celebre è il caso di Nicolas Guillou, giudice francese che ha denunciato come gli fosse perfino interdetto l’accesso ai conti corrente e la possibilità di effettuare pagamenti, mentre anche la canadese Kimberly Prost ha denunciato limitazioni problematiche all’accesso a diverse applicazioni statunitensi. Un dato che mostra quanto le vite delle persone in questione siano condizionate dalle nuove dinamiche sanzionatorie. . E non finisce qui.
A luglio, il Segretario di Stato Marco Rubio, fautore della “crociata” contro la Cpi, ha lanciato una campagna pubblica per “smantellare” (parole sue) il tribunale con sede a L’Aja, accusato dalla diplomazia Usa di essere «una minaccia intollerabile per la sovranità degli Stati Uniti: rivendica l’autorità di perseguire e persino imprigionare militari e funzionari americani che operano nell’interesse nazionale degli Stati Uniti» e di aspirare a «diventare un arbitro globale non soggetto a controlli, ponendosi al di sopra e al di là dello Stato nazionale come braccio esecutivo sovranazionale di una burocrazia globalista, autorizzata a perseguitare a piacimento militari e funzionari americani».
Ironia della sorte, questa presa di posizione operativa e politica mostra sicuramente la fragilità strategica di una certa tipologia di azione statunitense nel mondo, dato che palesa la riduzione d’influenza su quelle stesse burocrazie che l’America a lungo ha promosso come parte della sua infrastruttura di egemonia e leadership e ora si accorge di non poter più indirizzare.
La CPI è un esempio da manuale. Gli Usa firmarono nel 2000 lo Statuto di Roma ma non lo ratificarono mai e non hanno mai accettato la giurisdizione della Corte sui propri cittadini, salvo dare endorsement politici a casi come il mandato d’arresto spiccato nel 2023 contro Vladimir Putin, che Joe Biden trovò positivo, per poi ritrovarsi in cortocircuito quando analoghi mandati toccavano loro alleati, come accaduto con Benjamin Netanyahu. Il rischio di un doppio standard è elevatissimo e farsi portavoce su alcuni fronti del diritto internazionale per poi far guerra a chi quel diritto è chiamato ad applicarlo e consolidarlo crea un problema politico e d’immagine che rappresenta un regalo ad autocrati e avversari di Washington nel mondo.
Fonti
- https://asp.icc-cpi.int/states-parties
- https://treaties.un.org/Pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=XVIII-10&chapter=18&clang=_en
- https://www.state.gov/icc-sanctions
- https://www.google.com/goto?url=CAESqAEB6zswFZ0HkNcmgNsci3T5hwhuNRL7owsrM3XysQStFUkM40ShvMEeEZqf1G56IaeAyeTzrb1NoJHbzZMS_fORSpjezCoB352q_8zRQdrxeJvwYu6yTN7MJk784K7ilFrMdlSfzxpoxpiHWMim9UY2rSCiPZnMJ3BtMnRmBXBvM-NLIBhPC_jL1hzUeExCFJIoOoTMXn0_PQHpkAmojy2Vn4jm6oeqpfk
- https://www.cbsnews.com/news/us-sanctions-international-criminal-court-rubio/
- https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/07/state-department-launches-campaign-to-dismantle-international-criminal-courts-threat-to-american-sovereignty
- https://www.federalregister.gov/documents/2025/02/12/2025-02612/imposing-sanctions-on-the-international-criminal-court
- https://www.instagram.com/reel/DWPLwVmjqKt/
- https://www.theguardian.com/law/2026/feb/18/international-criminal-court-icc-judges-trump-sanctions
- https://www.youtube.com/watch?v=wrr7bjGj0EU
- https://www.theguardian.com/us-news/2023/mar/18/joe-biden-welcomes-icc-arrest-warrant-vladimir-putin