Washington alza i dazi contro Nuova Delhi, ma non può fare a meno di lei

A fine agosto sono entrati in vigore i dazi punitivi al 50% degli Usa contro alcune categorie di prodotti indiani esportati verso gli States. Il governo di Narendra Modi è accusato di non aver voluto imporre misure restrittive alla triangolazione di petrolio russo passante per il Paese e di aver dunque creato una falla nella strategia americana, oltre che di dumping commerciale verso Washington.

«Dall’inizio del conflitto con Kiev, l’India ha infatti moltiplicato le proprie importazioni di petrolio russo, arrivando – secondo il New York Times – a due milioni di barili al giorno da maggio 2023 in avanti». Secondo il quotidiano Indian Times, questi rappresenterebbero circa un terzo delle sue importazioni di crudo e circa il 45% del valore delle sue importazioni totali e, sottolinea l’Ispi,  «per contenere l’impatto dei dazi, il Ministero del Commercio indiano sta valutando come espandere il proprio export ad altre regioni, in particolare in America Latina, Africa e Sudest Asiatico. In questo contesto, anche i negoziati per un trattato commerciale con l’Unione Europea potrebbero riprendere vigore».

«I colloqui si sono arenati in parte a causa della resistenza di Nuova Delhi all’apertura dei vasti settori agricolo e lattiero-caseario del Paese, su cui il Primo Ministro Narendra Modi ha promesso di non scendere mai a compromessi – e, aggiunge il Financial Times – i negoziatori commerciali statunitensi hanno annullato un viaggio programmato a Nuova Delhi la scorsa settimana».

Il governo Modi subisce con apprensione i crescenti legami pakistano-americani e mira sul gruppo Brics come alternativa per consolidare la sua politica estera e di sicurezza. Inoltre, però, vuol fare leva sul fatto che per Washington molte manifatture critiche passano proprio per il subcontinente. Non sono colpiti dai dazi, infatti, né i semiconduttori né i farmaci e neppure l’elettronica di base. Pochi giorni fa, peraltro, Tim Cook ha annunciato che Apple produrrà l’iPhone 17 per il mercato americano interamente in India considerando ciò un miglioramento rispetto alla Cina. Davvero Trump intende, a colpi di dazi, privarsi di un alleato tanto critico per Washington?