Venerdì 9 gennaio è arrivato il semaforo verde all’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur, l’organizzazione sudamericana costituita da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, per un trattato di libero scambio che unirà 720 milioni di consumatori in due continenti e aprirà la strada a una potenziale espansione commerciale dei Ventisette in America Latina. Alcune concessioni in campo agricolo e quote di importazione di carne di pollame, bovini e suini saranno compensati dalla prospettiva di veder l’abbattimento a zero dei dazi sul 91% dei prodotti industriali esportati dall’altra parte dell’Atlantico.

Parliamo di un accordo strategico per mandare un profondo segnale di apertura in un’epoca segnata da nuovi protezionismi, scenari competitivi per il commercio internazionale e una rinnovata offensiva tariffaria globale lanciata, soprattutto, dagli Stati Uniti. Inoltre, si tratta di uno scenario di potenziamento dei rapporti tra l’Ue e il Paese più importante dell’America Latina, il Brasile. Il gigante latinoamericano è membro dei Brics e Paese tra i leader del Sud Globale, con un’influenza importante nel suo continente e una crescente apertura a mondi complessi come l’Africa.

Costruire un rapporto di fiducia con il Brasile significherebbe, per l’Europa, non solo stringere relazioni virtuose con una delle prime dieci economie globali, ma anche gettare ponti verso quello che, assieme all’India, è il Paese meno ostile all’Occidente nel gruppo dei Brics e, dunque, dialogare apertamente col Sud Globale. Per l’Italia lo scenario è quello costruttivo di una possibile crescita dell’export, in settori che vanno dal farmaceutico ai macchinari. In prospettiva, poi, questo accordo, che segue quello con l’Indonesia del 2025, può essere da stimolo per nuovi e altrettanto strutturati patti commerciali. L’indicazione qua è sull’India, Paese con cui l’Ue sta negoziando un’importante partnership commerciale e che potrebbe presto seguire.