Il Parlamento europeo sta lavorando a una nuova iniziativa legislativa per rafforzare la competitività e sostenere le imprese innovative, in particolare start-up e scale-up: il cosiddetto “28° regime” europeo.
L’idea di fondo è creare un quadro giuridico unico, armonizzato a livello UE, che si affianchi ai 27 ordinamenti nazionali e consenta alle imprese innovative di operare più facilmente oltre confine. Secondo i deputati europei, regole comuni e su misura per PMI ad alto potenziale sono essenziali per attrarre investimenti, favorire la crescita e trattenere i talenti in Europa.
Tra le proposte in discussione figura l’introduzione di una nuova forma societaria, la “Società Europea Unificata”, che potrebbe essere costituita digitalmente in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, con un capitale minimo simbolico di un euro. A questo si aggiungerebbero norme armonizzate in materia di diritto societario, governance, fiscalità e accesso ai capitali, pensate per ridurre la frammentazione normativa e i costi amministrativi che oggi frenano l’espansione transfrontaliera.
Il Parlamento intende trasmettere queste priorità alla Commissione europea, chiedendo la presentazione di una proposta legislativa entro il primo trimestre del 2026, accompagnata da adeguate risorse finanziarie.
Per le PMI innovative italiane, il “28° regime” potrebbe rappresentare un passo importante verso un vero mercato unico dell’innovazione, capace di semplificare la crescita internazionale e facilitare l’ingresso di investitori.