Il 27 gennaio 2026 Youssef Balla, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, è giunto in visita a Confapi Brescia incontrando una delegazione di imprenditori interessati all’espansione degli accordi economici tra Roma e Rabat e alle prospettive di sviluppo e crescita del sistema dello Stato nordafricano. Ad oggi, il Marocco emerge come strutturata porta tra Europa e Africa, per via della sua posizione a cavallo tra Maghreb e spazi subsahariani, tra Europa e Africa, tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico.
Il Marocco sta conoscendo una sostenuta crescita economica che lo ha reso leader globale nell’estrazione di fosfati, importante piattaforma per la produzione automobilistica (700mila unità l’anno, ha ricordato Balla agli associati di Confapi Brescia), hub energetico per le rinnovabili capace di fornire energia prodotta con il fotovoltaico all’Europa via Spagna e Portogallo e, soprattutto, centro commerciale di rango globale.
Il porto di Tanger Med, il più grande del continente africano, spicca in particolar modo come piattaforma logistica per il trans-shipping e rappresenta una chiave di volta delle comunicazioni tra Europa, Africa e oceani, avendo movimentato nelle sue banchine oltre 10 milioni di container nel 2024. Tramite Tangeri e Casablanca, con i loro hub industriali e logistici, Rabat ha agito collegando le rotte commerciali globali con l’entroterra africano.
«La rilevanza della strategia del Marocco risiede nel suo legame con le dinamiche di sicurezza transregionali, dato che l’instabilità nel Sahel ha ripercussioni dirette sul Nord Africa e sull’Europa, sia attraverso il terrorismo, la criminalità organizzata o i flussi migratori», nota Insight International, che aggiunge il fatto che «il Marocco sia attore intermediario tra le preoccupazioni di sicurezza africane ed europee». Va sottolineato che resta aperta l’annosa questione del Sahara Occidentale, regione ex colonia spagnola rivendicata da Rabat come parte del suo territorio, e come tale riconosciuta da Stati Uniti e Israele, ma che la comunità internazionale non riconosce maggioritariamente al Regno nordafricano. Le tensioni con l’Algeria restano e si apre il dualismo tra Paesi africani aperti agli scambi con l’Europa. Il Marocco è un Paese-ponte che si trova di fronte al paradosso di poter esso stesso, in primis, erigere muri per ragioni securitarie, strategiche e diplomatiche. Incarnando dunque la contraddittoria corsa dell’Africa settentrionale a uno sviluppo crescente ma con pesanti ricadute in termini di ordine politico.
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