Il settore aerospaziale è attualmente interessato da profonde trasformazioni normative e industriali, sia a livello nazionale sia a livello europeo. 

Con la comunicazione “Vision for the European Space Economy”, presentata dalla Commissione europea il 25 giugno 2025, l’economia spaziale europea viene considerata, per la prima volta, quale ecosistema integrato, comprendente non soltanto la dimensione orbitale e le attività spaziali in senso stretto, ma anche l’intera filiera industriale destinata a sostenere lo sviluppo delle predette attività.

Tale evoluzione sta comportando una crescente domanda di capacità manifatturiere avanzate e di componentistica ad alta affidabilità, con significative prospettive di riconversione industriale per imprese attualmente operanti nei settori dell’automotive, della meccanica di precisione, dell’automazione industriale, della robotica e dell’elettronica verso la filiera aerospaziale. 

La realizzazione di infrastrutture spaziali, satelliti, piattaforme orbitali e sistemi di supporto a terra, infatti, già oggi richiede standard produttivi estremamente elevati, processi di qualificazione rigorosi e filiere con adeguata resilienza operativa e cyber, favorendo il progressivo coinvolgimento di operatori industriali già attivi in comparti strategici della manifattura europea.

In tema di cybersicurezza, la Direttiva (UE) 2022/2555 (“NIS 2”), recepita in Italia con il D.lgs. n. 138/2024, include tra i soggetti essenziali le imprese di medie e grandi dimensioni operanti nel settore delle infrastrutture digitali e delle infrastrutture terrestri che supportano la fornitura di servizi spaziali. Tali soggetti sono già oggi tenuti a adottare elevati standard di sicurezza informatica, sia sotto il profilo tecnico-organizzativo sia sotto il profilo contrattuale e di governance.

A ciò si aggiunge quanto previsto dalla Legge 13 giugno 2025, n. 89, recante “Disposizioni in materia di economia dello spazio”, ai sensi della quale lo svolgimento delle c.d. “attività spaziali” – tra cui il lancio, la gestione in orbita e il rientro di oggetti spaziali, l’assemblaggio e l’utilizzo di stazioni spaziali orbitanti, la produzione di beni nello spazio extra-atmosferico, nonché ulteriori attività svolte nello spazio o sui corpi celesti – è subordinato al rilascio di una preventiva autorizzazione da parte dell’autorità competente. Nell’ambito del relativo procedimento autorizzativo, particolare rilievo viene attribuito alla verifica dei requisiti di sicurezza fisica e informatica delle infrastrutture, dei sistemi e delle componenti impiegate dagli operatori del settore.

Si ricorda, infine, la più recente iniziativa legislativa europea in materia aerospaziale, rappresentata dalla proposta di Regolamento sulla sicurezza, resilienza e sostenibilità delle attività spaziali nell’Unione Europea (“EU Space Act”). La proposta prevede l’introduzione di un articolato sistema di valutazione e gestione del rischio specificamente calibrato sulle esigenze di cybersicurezza delle infrastrutture spaziali, con obblighi destinati ad affiancarsi – e, per taluni aspetti, a rafforzare – quelli già previsti dalla Direttiva NIS 2.

Di particolare rilievo è inoltre l’estensione di tali requisiti anche a operatori di dimensioni ridotte, in considerazione della rilevanza strategica della supply-chain aerospaziale e della necessità di garantire elevati livelli di resilienza lungo l’intera filiera produttiva (cfr. Considerando 68, EU Space Act).