Il 22 settembre la Commissione Europea e la Banca Europea degli Investimenti (Bei) hanno varato ufficialmente il Patto europeo per gli investimenti istituzionali (Eiip). Lo stesso mira a mobilitare risorse per consolidare sul medio-lungo periodo la capacità di azione nel mercato dei capitali da parte delle aziende innovative in Europa, aprendo la strada a sostenere attori come i venture capital nel sostegno alle compagnie più promettenti.

L’Europa, da tempo, intende veicolare, tramite iniziative come lo Scaleup Europe Fund, più capitali nel mercato. Come riporta un comunicato della Commissione, Bruxelles e la banca europea basata in Lussemburgo hanno coinvolto nell’Eiip 13 investitori istituzionali pronti ad aderire che «hanno espresso l’intenzione di investire in grandi fondi con sede nell’UE, focalizzati sul finanziamento di capitale di crescita e di fase avanzata per le aziende tecnologiche europee».

Queste mosse mirano a aumentare la postura innovativa dell’Europa. A fianco della Commissione si muove un’organizzazione di primo piano. La Banca Europea degli Investimenti (BEI) è stata per decenni un pilastro fondamentale della capacità europea d’investimento. È un’istituzione spesso poco nota, oltre che poco affrontata sul piano della progettualità politica, ma ha una capacità di proiezione notevole come sostenitrice di progetti a lungo termine in settori strategici ove opera co-finanziando grandi iniziative di sviluppo nazionali ed europee.

In tale perimetro rientra l’European Tech Champions Initiative (Etci) promossa dalla Bei assieme a Belgio, Francia, Germania, Spagna, Italia e Olanda. Messa a terra a fine 2025 assieme all’European Investment Fund (1,25 miliardi di euro) conta poco meno di 4 miliardi di euro di risorse nel 2023 per aumentare la potenza di fuoco dei fondi europei nei settori trainanti dello sviluppo e dell’innovazione. Passi ritenuti importanti per non perdere le tracce degli hub globali dell’innovazione, Usa e Cina in primis. Servirà passare dalla potenza all’atto. Ma sul solco della svolta pro-competitività della Commissione Ue, espressa anche da Ursula von der Leyen nel recente discorso sullo Stato dell’Unione, non sono da escludere novità ulteriori a riguardo. Queste iniziative possono contribuire a spingere la frontiera europea dell’innovazione. Starà poi alla capacità del sistema di trasmetterle al mercato di far sì che producano valore sul lungo periodo.