Nella giornata del 6 ottobre la Commissione Europea ha pubblicato una proposta di regolamento per rafforzare la standardizzazione comune in Europa. Un obiettivo orientato a ridurre oneri burocratici e a favorire il coordinamento tra produzioni diverse per abbattere una barriera al mercato unico di fronte all’ingresso di nuove tecnologie e allo sviluppo di quelle già esistenti.

La Commissione definisce la standardizzazione e i livelli comuni di qualità per i prodotti «un pilastro del mercato interno, abilitante il libero movimento di merci e servizi». L’abbattimento dei tempi necessari a stabilirli è considerata la priorità.

La proposta elenca diversi settori dove risulterebbe strategico implementarli. Si parla della «interoperabilità delle tecnologie digitali» e della necessità di «facilitare economie di scale, favorire ricerca e innovazione e promuovere la concorrenza». Inoltre, si legge, «la standardizzazione è essenziale per la transizione verde”, e per Parlamento Europeo e Consiglio, chiamati a prendere in carico questo importante tema, è necessario capire come facilitare il superamento di colli di bottiglia che frenano l’innovazione e come alzare l’asticella degli standard comuni nel Vecchio Continente.

La proposta si presta a diverse considerazioni. In primo luogo, l’idea di una postura condivisa per capire come alzare i livelli qualitativi di ciò che in Europa si vende come bene o eroga come servizio è declinata a cavallo tra settore pubblico e privato. Come nota I’EU Observer «la proposta introduce disposizioni che rafforzano gli obblighi degli organismi di normazione europei e nazionali per garantire un’effettiva partecipazione e rappresentanza delle piccole e medie imprese, della società civile, del mondo accademico e delle autorità pubbliche nel processo di normazione».

In secondo luogo, la proposta si inserisce in un ragionamento consolidato. I due settori citati in precedenza – digitale e transizione energetica – sono stati tra quelli attenzionati nel 2024 nel rapporto Much More than a Market sul Mercato Unico Europeo commissionato dal Consiglio Europeo al Presidente dell’Istituto Jacques Delors ed ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, complementare a quello di Mario Draghi sulla competitività nel delineare le strategie future dell’Unione Europea. Se quest’ultimo affronta i meccanismi strategici dell’innovazione, dell’attrattività degli investimenti, della competizione globale, il report di Letta analizza la possibilità di superare le fragilità che rendono difficile la piena attuazione del mercato interno e una concorrenza dinamica e capace di produrre effetti nel Vecchio Continente senza pregiudicare gli standard di rango globale dell’Ue su ambiente, salute pubblica, economia sociale di mercato.

Nel report, Letta affronta gli strumenti politici, tecnici e giuridici che possono aiutare a consolidare il mercato unico come strumento di crescita e indica proprio negli standard comuni europei un fattore di eccellenza. «È fondamentale continuare a investire nel potenziamento e nella promozione degli standard europei, rafforzando il ruolo del Mercato unico quale piattaforma solida in grado di sostenere l’innovazione, tutelare gli interessi dei consumatori e promuovere lo sviluppo sostenibile» si legge.

Sono, pertanto, nell’interesse dell’Ue: un’armonizzazione nella definizione dei prodotti circolanti, dei servizi erogabili, dell’applicabilità della normativa, delle prospettive operative per imprese e enti. E può andare di fatto con un mutuo riconoscimento snello e agile di ciò che è ritenuto all’altezza del mercato unico. Vero fattore abilitante della crescita e della prosperità europee. L’evoluzione di questa proposta di Regolamento andrà osservata con attenzione.