Spesso si parla di Africa in maniera indistinta, come se si potesse guardare a un continente da oltre 1 miliardo di abitanti e in rapida crescita demografica, oltre che acuto dinamismo sociale e politico, in forma unitaria. La lettura geopolitica degli scenari impone, però, una concretezza maggiore e di guardare all’Africa con lenti diverse. La geografia offre un gancio per aprire alla strategia come chiave interpretativa e, appunto, alla geopolitica come metodo di discernimento dell’intrinseca multipolarità africana. A tal proposito proponiamo una mappa geopolitica dell’Africa che permette di vedere come diverse regioni si guardino in forma tutt’altro che similare a seconda delle prospettive.

Si possono identificare più “fasce” della geopolitica africana. Il Nord, il Maghreb, guarda soprattutto al Mediterraneo e all’Europa ed è Africa soprattutto per ragioni geografiche. Fa eccezione l’Egitto, vincolato al resto del continente dal legame col Nilo, mentre i porosi confini della Libia restano sempre un enigma. Dall’Atlantico al Mar Rosso c’è poi la convergenza tra il Sahel e la cintura del caos: dal Mali ostaggio dell’insorgenza jihadista al Sudan che si dibatte con la guerra civile, molti Paesi sahariani o dei dintorni sono colpiti da guerre e ingerenze esterne. Vero e proprio buco nero geopolitico, poi, è la Repubblica Democratica del Congo insanguinata dalla guerra nel Nord Kivu e dalla sete per le sue riserve minerarie, che fa caso a sé rispetto al resto del continente. Il Corno d’Africa che ruota attorno all’Etiopia guarda al Golfo, al Mar Rosso, alle rotte oceaniche e arabe è da interpretare come regione strategica unica con Yemen, Bab-el-Mandeb e corridoi oceanici. Integrati tra loro sono i Paesi dell’Africa Australe, con il polo attrattore del Sudafrica che si unisce a quello energetico, simmetrico, delle due ex colonie portoghesi (Angola e Mozambico) in un contesto segnato soprattutto dall’assenza di grandi tensioni tra Stati. Interessante invece la zona del Golfo di Guinea atlantico che è la regione d’attrazione del maggior gigante economico del continente, la Nigeria. Qui l’onda lunga delle crisi della cintura del caos si fa sentire ma la presenza di contrafforti come Costa d’Avorio e Ghana appare la garanzia per la capacità di Abuja di proiettare influenza. Queste Afriche formano un’Africa una e plurale, in cui ogni macroregione parla a sé stessa e spesso riduce le interazioni con le altre, salvo punti di contatto come le tensioni Egitto-Etiopia sul Nilo o l’attrazione del Lago Ciad sui gruppi armati operanti in Nigeria. L’Africa, le Afriche: la geopolitica delle spinte centrifughe e delle ingerenze esterne si consolida. E un continente travagliato tuttora fatica a capire quale possa essere il suo minimo comun denominatore unificante.
Sommario – OI #62