Entra nel vivo la partita per la definizione del bilancio europeo per il periodo che andrà dal 2028 al 2034. Il budget pluriennale dell’Unione Europea (Mff) dovrà andare oltre la programmazione economica del periodo 2021-2027 che è stata segnata dal piano Next Generation Eu in via di conclusione.
La Commissione Europea ha proposto nel 2025 un ambizioso bilancio da circa 2mila miliardi di euro che prevede un ampliamento degli investimenti comunitari in settori come la difesa e l’obiettivo di rilanciare innovazione e sviluppo del blocco. I Paesi “rigoristi” del Nord, con la Germania capofila, chiedono una sforbiciata netta di questa cifra. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, sta visitando parimenti tutte le capitali dell’Ue per provare a capire le prospettive della conclusione delle trattative nell’anno in corso. La questione risulta assai complessa: si tratta di capire in che misura rafforzare la spinta dell’Europa a un protagonismo economico e la volontà della Commissione di proporre una grande agenda d’indirizzo comunitaria di fronte a richiesta nazionali diversificate e alla presenza di domande politiche complesse degli esecutivi nazionali.
Parlando in Slovenia, di recente, l’ex primo ministro portoghese ha proposto che nuove «risorse proprie» dell’Ue potrebbero rappresentare un «elemento cruciale» per rendere più indipendente il bilancio comunitario dai contributi dei singoli Paesi, la cui allocazione è oggetto di negoziazione da parte di quelle capitali che ritengono di dare somme eccessive ai Ventisette rispetto quanto torni loro indietro.
La Commissione Europea indica nella presentazione del bilancio diverse misure che potrebbero contribuire alle «risorse proprie»: aggiustamenti del sistema di scambio di quote d’emissioni ETS, adeguamenti dei ricavi del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), un’imposizione sui rifiuti elettronici non recuperati, un prelievo sulle accise sui tabacchi e un contributo forfettario sulle realtà d’impresa che superano i 100 milioni di euro di ricavi.
L’obiettivo è generare 44 miliardi di euro complessivi di ricavi tra nuove misure e modifiche delle vecchie, ma anche in questo caso la negoziazione tra capitali ed enti sovranazionali sarà complessa.
In quadro di Consiglio Europeo, oltre all’azione di Costa, la presidenza ruotante di turno, affidata all’Irlanda per il secondo semestre 2026, prova a fare ciò che al predecessore cipriota non è riuscito: dare vita ad una mediazione effettiva che bilanci tutte le istanze in campo e trovi così una via d’uscita all’impasse. Se il volume stesso del bilancio fa discutere molti Paesi, è anche importante sottolineare che pure sulle forme di finanziamento tramite “risorse proprie” non c’è consenso unanime. Per il bilancio europeo post-Next Generation Eu andrà, pertanto, capito quanto spenderà l’Unione Europea, in che settori e sostentando il proprio rafforzamento con quali ricavi. Con un occhio alla prospettiva che tale ambizioso piano non finisca per sovrapporsi all’aumento degli oneri, economici e burocratici, per i soggetti economici.
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