Nella giornata del 16 settembre 2026 la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha pronunciato di fronte al Parlamento Europeo l’annuale discorso «State of the Union». Si tratta di momento importante sul piano politico-mediatico, nel quale è solita promuovere le linee d’indirizzo del vertice di Bruxelles e dell’Unione Europea per il periodo annuale successivo e aggiornare l’emiciclo comunitario sull’avanzamento dei progetti in corso.

Nel suo intervento, incentrato sulla rivendicazione di maggiore autonomia e capacità d’azione da parte dell’Europa, von der Leyen ha messo al centro diverse tematiche legate al settore economico e alla sua governance, oltre che le sfide sistemiche del Vecchio Continente.

La prima priorità di von der Leyen è il rilancio dell’economia europea tramite misure volte a consolidare il mercato unico. «Nell’economia odierna, la velocità è fondamentale – ha affermato la presidente -. Un permesso permanente o un modulo, un allacciamento alla rete o una decisione di finanziamento: tutto ciò può determinare dove viene effettuato un investimento e dove vengono creati posti di lavoro».

Indipendenza energetica, apertura a partner esterni sempre più vicini (Canada), richiamo alla presenza di una pressione cinese che si fa sentire «nelle fabbriche di tutta l’Unione» e «sta portando alla deindustrializzazione nei centri industriali d’Europa» (per approfondire sui temi, sul Guardian disponibili i punti salienti del discorso ricostruiti e riproposti), l’agenda-von der Leyen elogia l’idea di un’Europa più solida e capace di agire come soggetto politico-strategico.

Un discorso è una linea d’indirizzo programmatica, non giocoforza un esercizio di policy-making, ma indicare in temi tanto concreti e cogenti la sfida del prossimo futuro dell’Ue mostra con chiarezza come anche a Palazzo Berlaymont sia ben presente l’idea che l’Europa viva fasi decisive.

In tal senso, sono molte le questioni aperte sul tema del futuro potenziamento dell’integrazione e della capacità industriale del Vecchio Continente. Ne sono esempio i progetti strutturali sulla Difesa all’Industrial Accelerator Act per favorire il peso della manifattura nel sistema economico del blocco o la ricerca di una nuova via sul settore automotive con la parziale revisione della scadenza del 100% elettrico al 2035 deliberata nel dicembre dello scorso anno.

Le parole di von der Leyen provano a tracciare una rotta verso una strategia futura, e sarà compito delle istituzioni e del settore economico capire quanto competitiva e capace l’Europa sarà nei prossimi anni in un mondo connotato da spinte alla rivalità e alle divisioni sempre più pressanti, anche all’interno della stessa UE. Difendere le basi della prosperità e della competitività potrebbe aiutare anche a far rientrare le fratture interne ai Paesi che in questi anni si sono evidenziate sul piano politico e sociale.

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  1. Bilancio europeo, le «risorse proprie» e il nodo delle spese
  2. European Innovation Act, Bruxelles prova a rilanciare la competitività tecnologica
  3. Il Parlamento europeo aggiorna le norme sulle reti energetiche europee
  4. State of the Union 2026, economia al centro nel discorso di von der Leyen
  5. «A New Growth Agenda for EU»: le proposte di CEA-PME per la crescita